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- Scritto da Antonio Ruoti
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Negli ultimi giorni la nostra città e la nostra nazione stanno vivendo momenti difficili causati dal Corona Virus.
Molti di voi non saranno contenti delle decisioni prese dal Governo, di non uscire.
Noi della Goccia Junior però abbiamo pensato di scrivere per voi un "articolo a distanza" per farvi passare qualche minuto col sorriso e con la mente piena di idee.
Abbiamo pensato di darvi 10 consigli+1 su delle attività da fare a casa fino a quando sarà necessario.
1. Pregare
Ecco, questo punto è il più difficile, perchè senza le messe potremmo pensare che il rapporto con Dio sia temporaneamente chiuso. Ma non è così: dobbiamo sfruttare questo periodo per riscoprire un Dio molto spesso trascurato.
2. Guardare film con la famiglia
Ogni sera a rotazione potreste scegliere un film o una serie TV da guardare insieme.
3. Aiutare la propria famiglia, riscoprire un legame appannato dagli schermi
Quante volte avremo detto no ad aiutare nei servizi di casa i nostri genitori pur di giocare o chattare con i telefonini?
Sfruttiamo questo periodo per aiutarli!
4.Giocare ai giochi da tavola
Rispolveriamo vecchi giochi e giochiamo con la famiglia!
5.Leggere
Alcuni di voi in questo periodo avrebbero dovuto fare un viaggio di istruzione con la scuola ma per ovvie ragioni è saltato.
Potreste però viaggiare lo stesso con la vostra immaginazione attraverso la lettura.
6. Pensare-Riscoprire il nostro io
Quando non abbiamo molto da fare ci annoiano, ma potremmo fare una mente locale su tanti pensieri sui quali non ci soffermiamo.
7. Esercitarsi per scuola
Questo periodo è buono per recuperare carenza o per rafforzare le conoscenze scolastiche, anche grazie ad Internet
8. Imparare nuove cose-Scoprire nuovi hobby
Chiedete ai vostri genitori cosa facevano quando erano più giovani e quali hobby avevano. Potreste scoprire nuove passioni o nuovi modi di passare il tempo.
9. Chiamare i nonni ogni tanto
I nonni o i parenti più lontani spesso sono trascurati ma vi consigliamo di chiamarli e far sentire la vostra vicinanza in un periodo di lontananza
10. Riscoprire il valore delle relazioni
Questo può essere un riassunto dei punti precedenti: riscoprire i legami più vicini a voi, ora è il momento giusto!
10+1. Rispettate le regole che ci vengono imposte dal governo per la vostra e la nostra salute siate fedeli all' #IORESTOACASA.
Buona permanenza nelle vostre abitazioni e state attenti alla vostra salute, ora è più importante che mai.
Mario Parmentola
Antonio Lavanga
Giovanni Larocca
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- Scritto da Fabio Vaccaro
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- Scritto da Fabio Vaccaro
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Anche quest'anno sti avvicina il Natale, festività che accomuna molte tradizioni e generazioni e noi della Goccia Junior abbiamo deciso di capire come si festeggiava prima, all'epoca dei nostri nonni:
Anziché Babbo Natale, in Italia, sopratutto al Nord (ma anche in Sicilia) i doni ai bambini li portava Santa Lucia da Siracusa, nata nel 283, una delle prime 4 martiri cristiane dei primi secoli d.C.( insieme a S. Rosalia, S. Agnese,e Sant'Agata).
Accade che un po' di giorni prima del 13 dicembre, la sera, i ragazzi più grandi, percorrevano le strade suonando un campanello per avvisare i bambini (solo i più piccoli "infatti" ricevevano i doni) di andare a letto, perché se la Santa li avesse visti non gli avrebbe portato i regali I bambini infatti scrivevano una letterina alla Santa con le loro richieste e la mattina del 13, al loro risveglio, avrebbero trovato i doni, anche nascosti in diverse parti della casa, in un numero variabile a seconda del loro comportamento. In cambioa la sera prima facevano trovare per Santa Lucia un piatto con arance, caffè, mezzo bicchiere di vino rosso, farina gialla e sale o fieno per l'asino, l'aiutante speciale della Santa.
San Nicola di Bari Vescovo, invece, è nato il 15 marzo 270 d.C., a Pàtara (in attuale Turchia) ed è stato il "precursore" di Babbo Natale. S. Nicola è uno dei pochi santi riconosciuti sia dai cattolici che dagli ortodossi, ma prima di essere ordinato vescovo si imbattè in una famiglia nobile caduta in miseria. Il padre che si vergognava del suo stato di povertà, decise di avviare le figlie alla prostituzione; Nicola si nascose in questa casa facendo scivolare 3 palle d'oro grazie alle quali il padre fece sposare le tre donne togliendole dal pericolo. Perciò è considerato il primo "vecchio" portadoni. Doni che portava soprattutto ai più poveri e deboli. E' diventato nei paesi anglosassoni Santa Claus e in Germania Nikolaus, che a Natale portano i regali ai bambini.
I Re Magi, si suppone nati in Persia (attuale Iran), erano dei sacerdoti astronomi dello Zoroastrismo ed erano tre: Melchiorre,Gaspare e Baldassarre. I Re Magi seguendo la stella Cometa portarono in dono a Gesù oro, incenso e mirra. Per ricordare ai bambini questo giorno è nata la festa popolare della Befana la vecchina che il 6 Gennaio porta i doni ai bambini, proprio per ricordare i doni che i Magi fecero al Bambin Gesù. La nostra simpatica vecchina con il porro sul naso e a cavallo della sua scopa trova le sue origini in una dolce ed ospitale nonnina che, stando ad una leggenda del tredicesimo secolo, aiutò i tre viandanti a trovare la strada giusta. Essi le chiesero allora se volesse venire con loro, ma l’anziana rifiutò. Pentendosi però, tentò di inseguirli, senza successo: così continuò a vagare e a cercare Gesù Bambino, dando doni a tutti i bimbi che incontrava sperando che uno di essi potesse essere colui che stava cercando. La Befana più importante si festaggia a Roma in Piazza Navona e in dono porta anche mandarini e cipolle e un pezzo di carbone per i bamabini che non si sono comportati bene.
La varità è che forse il Babbo Natale di oggi ha preso il meglio di tutte e tre queste tradizioni riuscendo ad arrivare ai bambini di tutto il mondo.
Anche voi avete il vosto "portadoni" del cuore ?
Antonio Lavanga, Mario Parementola, Giovanni Larocca, Giulia Lovallo
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- Scritto da Canio Perrone
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Il termine "cultura", deriva dal latino "colere" che significa coltivare. La cultura in senso antropologico consiste in: costumi, abitudini, tradizioni e credenze di un gruppo o di una nazione. La cultura è condivisa all' interno di un gruppo o di una società. La cultura è oramai diventata un vero e proprio bene che bisogna preservare e salvaguardare poichè, molto spesso, non viene "coltivata" da noi giovani perchè considerata inutile e viene confusa con delle semplici nozioni. In realtà la cultura è una figura presente in ogni attimo della nostra vita, noi siamo e rappresentiamo cultura.
Il termine cultura nella lingua italiana denota più significati:
-la cultura come formazione individuale, volta all'esercizio di acquisizione di conoscenze "pratiche";
-la cultura come strumento di formazione di base e di preparazione al lavoro nell'ordine di una società economica.
La cultura italiana è il patrimonio collettivo di conoscenze proprio dell'Italia. Fulcro dell'impero romano e sede della Chiesa cattolica punto d'incontro di molte civiltà mediterranee, culla di numerosi movimenti artistici, l'Italia è fin dall'antichità tra i più fiorenti centri culturali d'Euoropa.
In passato nel nostro paese la cultura era apoco sviluppata e valorizzata ad esempio negli anni 80' l'analfabetismo sfiorava l'80% della popolazione nei decenni la situazione è andata migliorando arrivando nel 2001 a registrare circa il 98% di italiani alfabetizzati ma sfiora il 30% la quota di cittadini tra i 25 e i 65 anni con limitazioni nella comprensione, lettura e calcolo.
Per quanto riguarda il nostro territorio della lucania la situazione è molto piu grave infatti qui l'analfabetismo si aggira intorno al 8%.
La cultura in Basilicata regala grandi emozioni, il nostro territorio è pieno di tradizioni, costumi, usanze che si tramandano di generazione in generazione. Diversi sono i punti di interesse presenti sul territorio lucano, ideali per un viaggio all'insegna della cultura.
Noi de La Goccia Junior ci impegniamo a difendere il nostro patrimonio culturale perché crediamo che "la bellezza salverà il mondo"!
Giovanni Larocca
Mario Parmentola
Giulia Lovallo
Antonio Lavanga
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