WhatsApp Image 2020 02 01 at 11.07.07

Ieri, 31 gennaio, in occasione della Solennità di San Giovanni Bosco, ha presieduto la celebrazione l’arcivescovo Mons. Salvatore Ligorio. Lo abbiamo incontrato per una breve intervista, che qui riportiamo.

E’ la festa di don Bosco: cosa pensa della sua figura e della sua azione pastorale?
Lui è un Santo, e per essere un Santo è segno che è entrato nella volontà di Dio, quella che genera uomini nuovi. San Giovanni Bosco ha sempre creato generazioni nuove, facendo della costanza il suo punto di forza. Il vostro giornalino si chiama “La Goccia”, e c’è un’espressione latina che esprime benissimo questo concetto: “Gutta cavat lapidem”. La goccia ripetuta continuamente riesce a scavare la roccia più dura: don Bosco ha creduto sempre in questo, ed è arrivato sempre per primo con il bene ai suoi ragazzi.

Il tema di quest’anno per i Salesiani è “Puoi essere santo #lìdovesei”: come può un ragazzo oggi essere santo lì dove è?
Mi ha impressionato sempre quell’episodio in cui don Bosco, passando per il cortile, chiede a Domenico Savio: “Caro Domenico, se in questo momento dovessi morire cosa accadrebbe?”. E Domenico: “Continuerei a giocare”. Che significa questo? Quando si è in grazia di Dio, non si ha da temere nulla. Ovunque uno stia, quando mangia, quando gioca, quando studia, nella gioia e nella sofferenza, in qualsiasi luogo e con qualsiasi persona, se sta nella grazia di Dio, è santo lì dove è. Vi auguro di essere ragazzi della gioia!

Un vescovo può essere il primo modello di santità per la sua diocesi: lei come si impegna ad essere santo lì dove è?
Il vescovo ha questo grande dono, ma anche lui ha le sue fragilità. Pensate ad esempio ai primi apostoli, hanno avuto le loro fragilità. Non dobbiamo avere paura di riconoscere le nostre fragilità. Ciò che conta è rialzarsi e rimettersi in cammino con la grazia di Dio. Certo, “a chi più ha più sarà richiesto” si dice nel Vangelo: chi ha più responsabilità deve rifulgere in una luce sempre più luminosa; e quindi il vescovo, che è il padre di una comunità, un successore degli apostoli, deve essere anche lui esemplare, confidare nella misericordia di Dio, essere testimone dovunque stia di santità.

 

Giovanni Larocca, Antonio Lavanga, Lorenzo Mancusi