F814528E FB50 4C72 9977 134E9F5A0C1F

Mamma Margherita è la mamma di Don Bosco e a lungo insieme portarono avanti l'esperienza dell'oratorio, diventando, così, dei punti di riferimento per tutti i giovani che venivano raccolti e accolti dalla strada. 

Mamma Margherita, nonostante fosse rimasta vedova, riuscì a mantenere la famiglia e a sostenere il piccolo Giovannino nel suo percorso di vita.

Per Don Bosco era una guida, fu la sua educatrice e la sua prima catechista: infatti, lei gli insegnó il valore della preghiera a Maria e l'importanza di salutarla 3 volte al giorno: mattina, pomeriggio e sera; ma non solo, gli trasmise anche i valori della semplicità, della solidarietà, dell'umità e dell'amore verso gli altri.

Mamma Margherita fu per don Bosco la prima fonte del suo sistema educativo.

Margherita divenne la madre di tutti i giovani presenti in oratorio, se ne prendeva cura come se fossero realmente figli suoi, nonostante le difficoltà di tutti i giorni, sempre con il senso di amorevole sacrificio che la contraddistingueva.

Mamma Margherita diventa per tutti noi un esempio di vita perchè la sua vita è tutta un donarsi agli altri: si è presa carico del sogno del figlio e lo ha affiancato nel realizzarlo.

 

Giorgia, Mariadomenica, Cristian,
Giulia, Federica, Valeria

back

Dopo tanto tempo, siamo tornati più carichi di prima. Quest' anno ci sarà uno tsunami di novità e sorprese per noi ma anche per voi... 

L'oratorio propone anche quest'anno numerosi laboratori. Le "new entry" dei laboratori sono: basket, fotografia, calcio freestyle, arti marziali, fumetto e per ultimo quello su cui sono puntati i riflettori... il laboratorio di musica, il cui giorno di inaugurazione sarà il 1 novembre: in quell'occasione, oltre alla presentazione del laboratorio, ci sarà un momento di festa con una raccolta fondi per la costruzione di una nuova sala musica!

Inoltre quest'anno per comodità i ragazzi sono stati divisi in fasce con orari differenti. 

Ritornando a noi, quest' anno la redazione è stata ampliata e sono cambiate le modalità degli incontri. Una settimana si tratterà di un tema scelto e spiegato dagli animatori, per poi realizzare l' articolo la settimana successiva. 

E per chi non sapesse cosa è la Goccia, è un laboratorio nel quale ognuno di noi è libero di esprimere la propria opinione e attraverso di essa imparare anche a migliorare il lessico. A furia di utilizzare il PC attraverso la stesura di questi articoli si può imparare anche a livello informatico.

Detto ciò, vi aspettiamo a braccia aperte nella nostra redazione tutti i mercoledì.

 

 

Giulia Lovallo

 

Risorsa 14x

Cari lettori,
bentornati e buon anno a tutti dai piccoli giornalisti de La Goccia Junior!
Abbiamo trascorso queste festività natalizie nel calore di Gesù Bambino, della famiglia, e - perché no - del cibo che abbiamo mangiato nelle nostre grandi tavolate. Siamo toranti carichi per stupirvi con tante novità e sorprese.

Questo mese è per noi molto ricco:
- il 24 gennaio festeggeremo il compleanno del nostro giornalino;
- il 31 gennaio si celebra la festa di San Giovanni Bosco, il nostro santo, padre e maestro della gioventù. Proprio per questo, abbiamo deciso di prepararci alla festa di don Bosco, approfondendo qualche aspetto della sua vita, cercando di capire cosa don Bosco vuole dirci ancora oggi.

In particolare, nei prossimi articoli, affronteremo questi temi: il valore di Mamma Margherita nell'educazione di don Bosco, don Bosco e il mondo del lavoro, buoni cristiani e onesti cittadini.

Siete pronti a seguirci in questo viaggio alla scoperta di don Bosco?
A presto!

67352039 1407255792777039 4646290814744395776 o

Questo articolo è del 25 luglio, due giorni dopo la fine del campo ADS della fascia seconda e terza media, e lo scrivo oggi poiché i ricordi, le emozioni sono ancora caldi nella mente di tutti noi ragazzi.

Il campo ha avuto luogo nella casa salesiana di Righio (sulla Sila) dal 20 al 23 luglio.

Il 20 mattina siamo partiti carichi di valigie e soprattutto di aspettative, specialmente per tutti coloro che erano alla loro prima esperienza di un campo ADS, essendo catapultati in un contesto totalmente nuovo.

Sin dal primo giorno ci siamo sentiti subito a casa e questo lo dobbiamo agli animatori, che ci hanno aiutato ad ambientarci e a conoscerci, alle mamme che ci hanno “sfamato” con piatti veramente deliziosi ma soprattutto a Don Donato, il quale è stato per tutti noi una guida spirituale, ma anche un “amico aggiuntivo” con il quale ridere, scherzare e confidarsi.

La figura centrale del campo è stato Davide, figlio di Iesse e futuro re di Israele. Il segno che ci ha accompagnato durante tutto il campo è stato uno “scavo archeologico”, che simboleggiava la ricerca della nostra interiorità in vista dell’incontro e del confronto con gli altri, e nel quale – al termine di ogni attività – veniva rinvenuta una parola chiave e un oggetto relativi all’attività stessa.

Il tema del primo giorno è stato la nostra unicità, che ci contraddistingue uno dall’altro in un mondo nel quale si tende ad avere un omologazione di massa, stessi vestiti, stessi gusti… e il vasetto datoci appena arrivati si è arricchito di una etichetta con il nostro nome per renderlo diverso e unico rispetto a tutti gli altri.

Il secondo giorno è stato caratterizzato da diversi temi, come la determinazione, i legami e l’essere una missione per la vita degli altri, e proprio per questo abbiamo colorato il tappo di un colore che rappresentava una missione di vita (i colori erano ispirati da “Braccialetti Rossi. Il Mondo Giallo”).

Il terzo giorno è stato caratterizzato dal prendere le nostre responsabilità e dalla salita al monte, un’attività che ci ha aiutati a rafforzare lo spirito e che si è conclusa con la veglia e infine abbiamo riempito di terra il nostro vasetto.

Il tema conclusivo di questo campo è stato il progetto, poiché questo campo è stato l’inizio di un cammino per cominciare a capire chi siamo veramente e cosa dovremo fare per la vita degli altri.

Proprio per questo abbiamo messo nel vasetto delle pepite, simbolo di ciò che di prezioso possiamo trovare in noi solo scavando a fondo nella terra e solo donandoci per la vita degli altri.

Vorrei concludere sottolineando la reale importanza di questo campo: siamo stati chiamati a staccarci dalle nostre zone di comfort quotidiano, ci siamo trovati davanti ad esperienze di vita nuove – a tratti complesse -, abbiamo compreso che il peso delle difficoltà si alleggerisce se lo condividiamo con chi ci sta accanto, ma soprattutto abbiamo iniziato i lavori per un profondo scavo archeologico in noi stessi!


Mario Parmentola