Stampa
Categoria: Eroe del mese
Visite: 289

EroeMese

Qualche giorno prima della chiusura forzata della redazione, abbiamo sottoposto a una delle nostre interviste anche il coordinatore del giornalino, Antonio Ruoti, per sapere qualcosa di più su “Stoffa di Santità”, un inno speciale a Domenico Savio nell’anno che l’ispettoria IME ha dedicato alla santità giovanile.

Antonio è una persona molto umile che si cimenta in qualsiasi attività gli venga proposta, come è stato anche nel caso della scrittura della canzone “Stoffa di Santità”.

Tutto è cominciato quest’estate a Righio (Sila) per un campo biblico: dopo aver ricevuto dall’ispettore don Angelo Santorsola la richiesta di comporre un inno per quest’anno della santità giovanile, Antonio accetta la sfida, buttandosi – dice lui – in un’avventura del tutto nuova, siccome non si era mai cimentato nella stesura di un testo musicale ma solo nella scrittura di semplici poesie e racconti.

Antonio ci tiene a sottolineare che la preghiera e la meditazione hanno giocato un ruolo fondamentale nella composizione: gli hanno permesso, in poco tempo, di trovare le parole più adatte.

Antonio, ragazzo cresciuto e formato in oratorio, ci parla anche della sua esperienza personale con Domenico Savio. Ci racconta infatti che ha “conosciuto” Domenico circa sette anni fa, quando con i ragazzi del gruppo ADS (Amici di Domenico Savio) si impegnò – con una promessa – a seguire l’esempio del giovane santo nella vita di tutti i giorni, sia dentro che fuori dall’oratorio.

Negli ultimi due anni Antonio ha avuto modo di rafforzare questo rapporto approfondendo e studiando la figura di  Domenico Savio ma soprattutto cercando di guardare a Domenico e alla sua esperienza di vita per affrontare tutte le sfide della vita di un adolescente.

Stoffa di Santità” parla proprio di questo: nella prima strofa ripercorre le tappe fondamentali del percorso di Domenico Savio verso la santità, evidenziandone alcuni aspetti cardinali, come l’incontro con don Bosco e la visione della scritta “Da mihi animas caetera tolle” (“Dammi le anime e toglimi il resto”); nelle altre strofe Antonio prova a raccontare la sua esperienza (che può essere condivisa da altri giovani come lui), l’impatto di Domenico nella sua vita.

Secondo Antonio conoscere l’esempio e la storia di Domenico apre il cuore ad alcuni segreti che hanno fatto Domenico santo: l’umiltà, la purezza, la disponibilità al servizio, la capacità di intuire che il Paradiso non è una semplice meta a cui tendere ed aspirare ma un mondo da costruire tutti i giorni, giorno dopo giorno.

Che cosa vuole lasciare Antonio con l’inno “Stoffa di Santità”? Vuole esprimere gioia (sottolinea come anche il ritmo dell’inno ispira gioia e allegria), trasmettere fiducia in Dio, esortare ad aprire le porte del cuore e della propria vita alla Grazia di Dio, alimentare il desiderio di santità – soprattutto in quest’anno speciale, dedicato alla santità giovanile.

Essere come Domenico Savio, seguire la sua “ricetta” per la felicità, per essere santo #lìdovesei.

 

Christian Calcagno
Mariadomenica Cioffredi

In questo sito utilizziamo i cookie allo scopo di migliorare il nostro sito e la vostra esperienza quando lo utilizzate. E' bene far presente che noi facciamo uso solo dei cookie essenziali al funzionamento del sito. To find out more about the cookies we use and how to delete them, see our privacy policy.

  I accept cookies from this site.
EU Cookie Directive Module Information