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Noi de La Goccia Junior vogliamo dare spazio alle vostre domande, per cercare magari una possibile risposta che qualche esperto in materia o più grande possa dare. 

Alla domanda di una nostra amica che ha chiesto delucidazioni sull'essere animatori e sulla missione dell'animatore, rispondiamo con questa lettera di Sonia Parigi, animatrice oratoriana impegnata nell'animazione missionaria.

In questo mese di febbraio ho viaggiato molto. E per viaggiare mi è bastato scendere tutti i pomeriggi in oratorio, organizzando attività ed incontri vari. Viaggiando da un gruppo ad un altro ho incontrato e conosciuto molti più ragazzi di quanti ne avrei mai potuto immaginare. Eh sì, perché viaggiare per me è sinonimo di conoscere e scoprire luoghi, culture e modi di fare, condividere un pezzettino di strada con qualcuno che diventa tuo amico condividendo l'esperienza. Quindi sì, potrei dire che in questo mese di febbraio ho stretto molte più amicizie di quante ne abbia su Facebook.

Vi starete chiedendo perché ho viaggiato, domanda lecita. Ho viaggiato per condividere, con coloro i quali sarebbero diventati miei amici di lì a poco, un briciolo della mia conoscenza. Non è che sappia grandi cose, ma sento comunque la necessità di condividerle, di trasmetterle a più persone possibili. Da un po' di anni ho trovato la la mia dimensione nel percorso formativo dell'Animazione Missionaria dell'Ispettoria meridionale. Alla base di questo percorso formativo c'è una piccola consapevolezza da parte di chi lo frequenta: "questo è un percorso che serve a formarsi, per formare, per provare a cambiare”. Ed è per il formare che ho iniziato a viaggiare.

Devo fare una distinzione tra gli incontri che ho fatto. Alcuni li ho fatti con i gruppi formativi dei più grandi mentre con i gruppi dell'iniziazione cristiana che stanno facendo ora il percorso per la cresima ho svolto altre attività attraverso cui ho fatto giocare.

Con i gruppi formativi ho proposto un simpatico gioco di ruolo per provare a far vedere in primis quanto noi siamo fortunati a vivere nel mondo dell'agio e delle mille possibilità ma anche per iniziare a creare un minimo di senso critico nei confronti di multinazionali e di potenti che vedono e agiscono solo nei loro interessi e non si curano delle persone a cui recano danno e men che mai si preoccupano dei danni importanti che creano alla natura bellissima che ci circonda.

Con i gruppi dell'iniziazione cristiana in preparazione alla cresima ho fatto un'attività davvero divertente. Partendo da un gioco di libero scambio di oggetti propri, siamo arrivati a parlare del dono. Del fatto che donare è un'azione tanto semplice quanto bella e gratificante. Di quanto donare faccia crescere più di rimanere fermi e ripiegati solo su noi stessi. Poi ho raccontato una piccola fiaba su come, anche se si è piccoli, si può fare qualcosa per cambiare questo mondo se non ci piace.

Ho trovato una grande partecipazione sia nei ragazzini più piccoli del catechismo che nei ragazzi più grandi dei gruppi. Una voglia di mettersi in gioco per capire un po' di più. Una grande disponibilità da parte di catechisti e animatori. È stato belle vedere come i più piccoli dopo il gioco del baratto erano quasi più contenti di quanto lo erano all'inizio con i loro oggetti. È importante far vedere anche a loro come donare, anche un piccolo oggetto, possa rendere felice e soprattutto di quando questo dono in fin dei conti ha reso felice anche loro.

Con i grandi, invece, mi sono divertita a vedere come basti poco per renderli partecipi di qualcosa che è più grande di tutti noi. Ed una volta che si entra nella parte, è difficile non comprendere alcuni passaggi importanti rispetto alla realtà. Anche nel divertimento di un semplice gioco di ruolo si può apprendere qualcosa.

Potrà anche essere stato stancante viaggiare tutti i giorni, ma donando un minimo anche io ho guadagnato almeno il doppio dal mio “essere” di partenza. Questo mese missionario mi ha arricchita molto... Spero lo sia stato anche per tutti i miei nuovi amici. Grazie mille per l'ascolto.

Sonia Parigi