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Si sta avvicinando il natale, e noi della Goccia vorremmo augurarvi un felice Natale

Il Natale ha vari significati, ma per noi cristiani il significato essenziale e più importante è la nascita di Gesù. Molti bambini  trascurano questo significato e vivono il Natale solo attraverso i regali. Però questo non è il vero significato del Natale.

A  Natale infatti ricordiamo la nascita di Gesù, e lo celebriamo comportandoci bene e seguendo l'esempio che Gesù ci ha dato attraverso le sue azioni. E' proprio questo l'aspetto principale del Natale : essere buoni, dare calore, fare buone azioni, sull'esempio di Gesù; questa bontà nasce a Natale e deve proseguire per tutti i giorni.

Il natale ha assunto anche altri  bei significati e aspetti, come ad esempio lo star bene in famiglia, festeggiando, giocando, divertendosi e mangiando.

Un altro aspetto fondamentale del Natale sono le vacanze grazie alle quali siamo piu' sereni e in pace, e ci possiamo dedicare maggiormente a noi stessi, alla nostra crescita e agli altri: abbiamo molto più tempo per condividere con gli altri momenti di felicità.

Infine non bisogna dimenticare il cibo, preferito sopratutto dai più golosi, e le tradizioni culinarie e le abbuffate diffuse lungo tutto il periodo natalizio.

Quindi auguriamo a tutti i nostri lettori di poter vivere il natale attraverso il suo vero significato, serenamente e in buona compagnia, tra un'abbuffata e l'altra.

                                     Maria Domenica Cioffredi

Giulia Mattia

 

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La felicità non si deve ricercare negli oggetti, perchè da essi deriva una felicità temporanea. Ad esempio, se noi poniamo la nostra felicità in un giocattolo, prima o poi si romperà, e non saremo più felici. Quando cerchiamo la felicità, noi cerchiamo una felicità duratura.

La vera felicità la troviamo nei nostri cari: i nostri familiari,i nostri amici e i nostri animali domestici. Infatti questa felicità dipende dall'amore reciproco e duraturo che proviamo gli uni per gli altri: noi siamo felici quando vogliamo bene a qualcuno e ci sentiamo voluti bene.

Tuttavia anche quando siamo da soli possiamo provare felicità. La felicità infatti può nascere anche semplicemente dal nostro cuore e dipendere dalla gratitudine, rivolta a Dio, per ciò che abbiamo, ciò che siamo,per la nostra famiglia, per le nostre capacità, e per tutto ciò che di buono ci riguarda e ci è stato donato. Essere grati però non significa vivere con sufficenza, ma essere contenti di ciò che si ha, e puntare sempre più in alto, consapevoli della propria fortuna.

Noi autori ,generalmente, siamo felici quando siamo con i nostri amici, non solo perchè ci vogliamo bene ma anche perchè scherzando ci divertiamo insieme, o ancora proviamo felicità anche quando ci dedichiamo alle nostre passioni come ad esempio scrivere o fare sport.

Federica Lamorte

Christian Calcagno 

 

 Come si festeggia il Natale nel resto del mondo? Ecco alcune tradizioni e curiosità

 

Anche quest'anno sti avvicina il Natale, festività che accomuna molte tradizioni e generazioni e noi della Goccia Junior abbiamo deciso di capire come si festeggiava prima, all'epoca dei nostri nonni:

Anziché Babbo Natale, in Italia, sopratutto al Nord (ma anche in Sicilia) i doni ai bambini li portava  Santa Lucia da Siracusa, nata nel 283, una delle prime 4 martiri cristiane dei primi secoli d.C.( insieme a S. Rosalia, S. Agnese,e Sant'Agata).

Accade che un po' di giorni prima del 13 dicembre, la sera, i ragazzi più grandi,  percorrevano le strade suonando un campanello per avvisare i bambini (solo i più piccoli "infatti" ricevevano i doni) di andare a letto, perché se la Santa li avesse visti non gli avrebbe portato i regali I bambini infatti scrivevano una letterina alla Santa con le loro richieste  e la mattina del 13, al loro risveglio, avrebbero trovato i  doni, anche nascosti in diverse  parti della casa, in un numero variabile a seconda del loro comportamento. In cambioa la sera prima  facevano trovare per Santa Lucia un piatto con arance, caffè, mezzo bicchiere di vino rosso, farina gialla e sale o fieno per l'asino, l'aiutante speciale della Santa.

San Nicola di Bari Vescovo, invece, è nato il 15 marzo 270 d.C., a Pàtara (in attuale Turchia) ed è stato il "precursore" di Babbo Natale. S. Nicola è uno dei pochi santi riconosciuti sia dai cattolici che dagli ortodossi, ma prima di essere ordinato vescovo si imbattè in una famiglia nobile caduta in miseria. Il padre che si vergognava del suo stato di povertà, decise di avviare le figlie alla prostituzione; Nicola si nascose in questa casa facendo scivolare 3 palle d'oro grazie alle quali il padre fece sposare le tre donne togliendole dal pericolo. Perciò è considerato il primo "vecchio" portadoni. Doni che portava soprattutto ai più poveri e deboli. E' diventato nei paesi anglosassoni Santa Claus e in Germania Nikolaus, che a Natale portano i regali ai bambini.

I Re Magi, si suppone nati in Persia (attuale Iran), erano dei sacerdoti astronomi dello Zoroastrismo ed erano tre: Melchiorre,Gaspare e Baldassarre. I Re Magi seguendo la stella Cometa portarono in dono a Gesù oro, incenso e mirra. Per ricordare ai bambini questo giorno è nata la festa popolare della Befana la vecchina  che  il 6 Gennaio porta i doni ai bambini,  proprio per ricordare i doni che i Magi fecero al Bambin Gesù. La nostra simpatica vecchina con il porro sul naso e a cavallo della sua scopa trova le sue origini in una dolce ed ospitale nonnina che, stando ad una leggenda del tredicesimo secolo, aiutò i tre viandanti a trovare la strada giusta. Essi le chiesero allora se volesse venire con loro, ma l’anziana rifiutò. Pentendosi però, tentò di inseguirli, senza successo: così continuò a vagare e a cercare Gesù Bambino, dando doni a tutti i bimbi che incontrava sperando che uno di essi potesse essere colui che stava cercando. La Befana più importante si festaggia a Roma in Piazza Navona  e in dono porta anche  mandarini e cipolle e un pezzo di carbone per i bamabini che non si sono comportati bene.

La varità è che forse il Babbo Natale di oggi ha preso il meglio di tutte e tre queste tradizioni riuscendo ad arrivare ai bambini di tutto il mondo.

Anche voi avete il vosto "portadoni"  del cuore ?

 Antonio Lavanga, Mario Parementola, Giovanni Larocca, Giulia Lovallo

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Questo mese abbiamo scelto come eroe Chiara Luce Badano. Questa ragazza è un esempio di come noi giovani possiamo vivere l'ordinarietà in modo straordinario.

Chiara Luce è nata il 29 ottobre 1971 a Sassello e sin da giovane ha  fatto parte del "Movimento dei focolari (movimento che ha come fine il contribuire all'unità della famiglia umana) e si è dimostrata una ragazza normale.

Intraprese il percorso verso la santità a causa della sua malattia: un cancro. Sin da subito affrontò la malattia con fede e si affidò completamente a Dio. Incominciò a pianificare il suo funerale nei minimi dettagli. Disse a sua madre quale vestito avrebbe dovuto indossare (un abito da sposa), quali canzoni ci sarebbero dovute essere alla celebrazione del suo funerale, disse ai suoi genitori che non avrebbero dovuto piangere ma gioire perchè si sarebbe avvicinita a Dio in paradiso.

Con questo esempio dobbiamo capire come le difficoltà della vita devono essere affrontate con fede e con gioia poichè tutti possiamo andare in paradiso, anche prendendo in considerazione lo slogan di quest'anno..." Puoi essere santo" #lìdovesei.

Questo mese quinidi, ci impegnamo a vivere le difficoltà con fede ed a cercare di raggiungere il livello di santità della nostra Chiara Luce.

 

 

ANTONIO LAVANGA
MARIO PARMENTOLA
GIOVANNI LAROCCA

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C'era una volta una famiglia che andava molto d'accordo.

Un giorno il figlio maggiore litigò con sua sorella; il fratello decise di andarsene e visse molte avventure ,alcune delle quali molto brutte. Un giorno si perse in un bosco durante un'allerta lupi, infine però riuscì ad uscire, dolorante da quel paurossisimo bosco. Dopo 1 anno di vagabondaggio si rese conto che la famiglia era la cosa piu importante al mondo e che da quando se n'era andato erano successe solo cose brutte,e che quel litigio con la sorella non era servito a niente.Si avviò quindi verso casa però si accorse che non sapeva piu la strada. Passarono tanti giorni finchè ritrovò la strada di casa. Una volta a casa vide i suoi genitori e la sorella, che lo attendevano: non avevano mai semsso di cercarlo da quando se ne era andato.

Appena li vide li salutò e andò ad abbraciare la sorella e si scusò, e tornarono a essere una famiglia felice. 

Questa storia ci fa capire che la famiglia non ti abbandona mai anche nei momenti piu difficili e spesso lontano dalla famiglia ti senti solo e perso, senza un punto di riferimento.

 

Simone Giraldi

Francesco Romano

Valeria Bochicchio