
Una delle questioni più discusse del mondo della moda contemporanea è senza dubbio quella del reselling. Per capirne l'attuale importanza basta guardare all'edizione milanese di Sneakerness dello scorso weekend, che ha radunato più di 10 mila persone desiderose di vedere ed acquistare le sneaker più introvabili e catturato anche l'attenzione dei media mainstream come Striscia la Notizia. L'emergere di store come dropout o StockX, il più importante sito di reselling al mondo che vende sia sneaker che streetwear, che ora aprirà uno spazio fisico anche in Europa, dimostra quanto questo tipo di mercato stia crescendo e come una nuova realtà stia nascendo all'interno del mondo del retail di moda.
Tutto è nato in larga parte dal mondo delle sneaker, e presto ha sconfinato anche nel mondo dell'abbigliamento, grazie a brand hype come Supreme, dove l'immensa domanda e la disponibilità limitata, oltre alla battaglia dei bot, significa che acquistare capi hype è diventato quasi impossibile. Il mercato delle sneaker si è completamente digitalizzato, per cui le scarpe più attese sono disponibili solo online attraverso procedure complicatissime.
Questo fenomeno sta spopolando tra gli adolescenti capaci di spendere irragionevole cifre per un paio di scarpe.
Un'aspetto fondamentale dello streetwear sono i metodi con cui si può pagare un capo. Questi sono due: retail e resell.
Il retail sarebbe il prezzo effettivi del prodotto che però è disponibile in poche paia quindi non per tutti invece il resell sarebbe il prezzo di rivendita perché se una persona acquista una scarpa limitata quindi che ci sono state poche paia al suo rilascio essa aumenta di valore arrivando a superare i 4000 USD.