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 Come si festeggia il Natale nel resto del mondo? Ecco alcune tradizioni e curiosità

 

Anche quest'anno sti avvicina il Natale, festività che accomuna molte tradizioni e generazioni e noi della Goccia Junior abbiamo deciso di capire come si festeggiava prima, all'epoca dei nostri nonni:

Anziché Babbo Natale, in Italia, sopratutto al Nord (ma anche in Sicilia) i doni ai bambini li portava  Santa Lucia da Siracusa, nata nel 283, una delle prime 4 martiri cristiane dei primi secoli d.C.( insieme a S. Rosalia, S. Agnese,e Sant'Agata).

Accade che un po' di giorni prima del 13 dicembre, la sera, i ragazzi più grandi,  percorrevano le strade suonando un campanello per avvisare i bambini (solo i più piccoli "infatti" ricevevano i doni) di andare a letto, perché se la Santa li avesse visti non gli avrebbe portato i regali I bambini infatti scrivevano una letterina alla Santa con le loro richieste  e la mattina del 13, al loro risveglio, avrebbero trovato i  doni, anche nascosti in diverse  parti della casa, in un numero variabile a seconda del loro comportamento. In cambioa la sera prima  facevano trovare per Santa Lucia un piatto con arance, caffè, mezzo bicchiere di vino rosso, farina gialla e sale o fieno per l'asino, l'aiutante speciale della Santa.

San Nicola di Bari Vescovo, invece, è nato il 15 marzo 270 d.C., a Pàtara (in attuale Turchia) ed è stato il "precursore" di Babbo Natale. S. Nicola è uno dei pochi santi riconosciuti sia dai cattolici che dagli ortodossi, ma prima di essere ordinato vescovo si imbattè in una famiglia nobile caduta in miseria. Il padre che si vergognava del suo stato di povertà, decise di avviare le figlie alla prostituzione; Nicola si nascose in questa casa facendo scivolare 3 palle d'oro grazie alle quali il padre fece sposare le tre donne togliendole dal pericolo. Perciò è considerato il primo "vecchio" portadoni. Doni che portava soprattutto ai più poveri e deboli. E' diventato nei paesi anglosassoni Santa Claus e in Germania Nikolaus, che a Natale portano i regali ai bambini.

I Re Magi, si suppone nati in Persia (attuale Iran), erano dei sacerdoti astronomi dello Zoroastrismo ed erano tre: Melchiorre,Gaspare e Baldassarre. I Re Magi seguendo la stella Cometa portarono in dono a Gesù oro, incenso e mirra. Per ricordare ai bambini questo giorno è nata la festa popolare della Befana la vecchina  che  il 6 Gennaio porta i doni ai bambini,  proprio per ricordare i doni che i Magi fecero al Bambin Gesù. La nostra simpatica vecchina con il porro sul naso e a cavallo della sua scopa trova le sue origini in una dolce ed ospitale nonnina che, stando ad una leggenda del tredicesimo secolo, aiutò i tre viandanti a trovare la strada giusta. Essi le chiesero allora se volesse venire con loro, ma l’anziana rifiutò. Pentendosi però, tentò di inseguirli, senza successo: così continuò a vagare e a cercare Gesù Bambino, dando doni a tutti i bimbi che incontrava sperando che uno di essi potesse essere colui che stava cercando. La Befana più importante si festaggia a Roma in Piazza Navona  e in dono porta anche  mandarini e cipolle e un pezzo di carbone per i bamabini che non si sono comportati bene.

La varità è che forse il Babbo Natale di oggi ha preso il meglio di tutte e tre queste tradizioni riuscendo ad arrivare ai bambini di tutto il mondo.

Anche voi avete il vosto "portadoni"  del cuore ?

 Antonio Lavanga, Mario Parementola, Giovanni Larocca, Giulia Lovallo

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Il termine "cultura", deriva dal latino "colere" che significa coltivare. La cultura in senso antropologico consiste in: costumi, abitudini, tradizioni e credenze di un gruppo o di una nazione. La cultura è condivisa all' interno di un gruppo o di una società. La cultura è oramai diventata un vero e proprio bene che bisogna preservare e salvaguardare poichè, molto spesso, non viene "coltivata" da noi giovani perchè considerata inutile e viene confusa con delle semplici nozioni. In realtà la cultura è una figura presente in ogni attimo della nostra vita, noi siamo e rappresentiamo cultura.

Il termine cultura nella lingua  italiana denota più significati:

-la cultura come formazione individuale, volta all'esercizio di acquisizione di conoscenze "pratiche";

-la cultura  come strumento di formazione di base e di preparazione al lavoro nell'ordine di una società economica.

La cultura italiana è il patrimonio collettivo di conoscenze proprio dell'Italia. Fulcro dell'impero romano e sede della Chiesa cattolica punto d'incontro di molte civiltà mediterranee, culla di numerosi movimenti artistici, l'Italia è fin dall'antichità tra i più fiorenti centri culturali d'Euoropa.

In passato nel nostro paese la cultura era apoco sviluppata e valorizzata ad esempio negli anni 80' l'analfabetismo sfiorava l'80% della popolazione nei decenni la situazione è andata migliorando arrivando nel 2001 a registrare circa il 98% di italiani alfabetizzati ma sfiora il 30% la quota di cittadini tra i 25 e i 65 anni con limitazioni nella comprensione, lettura e calcolo.

Per quanto riguarda il nostro territorio della lucania la situazione è molto piu grave infatti qui l'analfabetismo si aggira intorno al 8%.

La cultura in Basilicata regala grandi emozioni, il nostro territorio è pieno di tradizioni, costumi, usanze che si tramandano di generazione in generazione. Diversi sono i punti di interesse presenti sul territorio lucano, ideali per un viaggio all'insegna della cultura.

Noi de La Goccia Junior ci impegniamo a difendere il nostro patrimonio culturale perché crediamo che "la bellezza salverà il mondo"!

Giovanni Larocca
Mario Parmentola
Giulia Lovallo
Antonio Lavanga

 

 

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La povertà è la condizione di singole persone o collettività umana nel loro complesso, che si trovano ad avere, per ragioni di ordine economico, un limitato accesso a beni essenziali e primari, ovvero a beni e servizi sociali d'importanza vitale. 
Sia in passato che tuttora la povertà o meglio, la disuguaglianza delle classi sociali è concentrata soprattutto nella parte occidentale.
Con la caduta dell'impero romano gran parte della popolazione venne depredata dai barbari e questo comportò un aumento della povertà in Europa e molte persone divennero schiavi servi della gleba. Questo fenomeno durò nei secoli e molte persone ne ebbero delle gravi conseguenze a tal punto che molti possedevano esclusivamente la prole (fenomeno del proletariato) che continuerà a esistere e sarà oggetto di discussione anche nell'inizio del milleottocento co Karl Marx.
Per questo molti governi intervenirono nel corso degli anni per debellare questo fenomeno tramite diverse leggi.
Sin dal Codice di Habburabi, primo codice di leggi della storia dove già si era cercato di trovare dei provvedimenti:
 «I poveri, le vedove e gli orfani sono posti sotto la tutela dello Stato. Le donne sono protette contro i maltrattamenti del marito. In favore dei lavoratori viene alzato il salario e sono stabiliti i giorni di riposo annuali»
Andiamo invece a vedere come è stato affrontato questo problema in Italia a partire dalla Costituzione, con la quale è stato affrontato attraverso:
-la “Cassa per il Mezzogiorno”, con la quale si cercava di rendere migliori le condizioni dell’Italia meridionale
-la riforma agraria, con la quale si cercava di dare un contributo economico ai contadini
-nella costituzione italiana, con l’articolo 630: 
“Disposizioni a favore dei poveri
Le disposizioni a favore dei poveri e altre simili, espresse genericamente, senza che si determini l'uso o il pubblico istituto a cui beneficio sono fatte, s'intendono fatte in favore dei poveri del luogo in cui il testatore aveva il domicilio al tempo della sua morte, e i beni sono devoluti all'ente comunale di assistenza.
La precedente disposizione si applica anche quando la persona incaricata dal testatore di determinare l'uso o il pubblico istituto non può o non vuole accettare l'incarico.”
Tramite questa si possono fare delle donazioni alle classi sociali più povere.
L'ultima di queste è stata emanata nel 2018, ossia il REIS (Reddito di Inclusione). Il REIS si compone di due parti: un beneficio economico, erogato mensilmente attraverso una carta di pagamento elettronica (Carta REI) e un progetto personalizzato di attivazione e di inclusione sociale e lavorativa volto al superamento della condizione di povertà.
Come abbiamo visto in questo articolo la povertà è stata ed è ancor oggi un serio problema per la società, per questo molti governi si sono mossi per il debellamento di questo fenomeno attraverso leggi, ma la realtà ci deve far ragionare su come ognuno di noi, nel proprio iccolo,a partire da noi giovani, deve cercare di dare un aiuto a chi non può godere del nostro stesso benessere economico e sociale, dando una mano come Gesù ci ha insegnato.
 
 
 
 
 
                                                                                                                                                              Mario Parmentola
                                                                                                                                                              Giovanni Larocca
                                                                                                                                                              Antonio Lavanga

Risultati immagini per scrivere un libro

Il sogno di alcune persone è scrivere un libro e rendere celebre il proprio nome. E' il vostro giorno fortunato aspiranti scrittori! Ecco a voi i passaggi fondamentali, a mio parere, per iniziare a scrivere un libro.

 1) Fatti venire in mente una nuova idea, magari se ne hai parecchie scegline una che ti ispiri particolarmente e approfondiscila. Ricorda le idee che puoi avere: puoi avere un' idea per la trama in generale oppure per una piccola parte della storia.

2) Fai una ricerca sul tema. Una volta trovata l' idea giusta devi scegliere il tema della storia... hai scelto di fare una storia fantasy? Documentati sugli scrittori e prendi spunto.

3) Sviluppa il processo: una volta scelte le idee da inserire nella storia, rendile più complesse.

4) Pensa ai lettori, a che fascia d' età è diretta la tua storia?

5) Organizza la trama, metti in ordine le idee e scegli uno stile di scrittura.

6) Scegli la tipologia di conflitto che ritieni adatta al tuo libro.

7) Pianifica i "plot-pint". Scegli dove inserire gli eventi che caratterizzeranno il corso della storia.

8) Decidi i personaggi, scegli i protagonisti ed approfondiscili. Per renderli più reali pensa a come reagirebbero anche nelle situazioni della vita "reale".

9) Scegli un luogo, ogni storia che si rispetti deve essere ambientata in un luogo reale o immaginario.

Buona fortuna aspiranti scrittori!

LIvia Petrunti Sisto